programmazione

Sono diversi anni che lavoro nello sviluppo di siti web, con realtà anche molto importanti della comunicazione, e solitamente sono molto attento a tutte le problematiche legate allo sviluppo, alle performance, alle ottimizzazioni e alla questione sicurezza.
Ma anche chi fa questo lavoro da anni può commettere degli imperdonabili errori, ed è capitato ultimamente anche a me.

Lavorando ad un progetto drupal come committente di secondo livello per una importante realtà tessile, avevo accesso ad un’area di test, nel quale rilasciare le diverse versioni prima del rilascio finale in produzione.
Si tratta di un server non protetto da password, ma il cui indirizzo è raggiungibile da chi lo conosce e lo digita direttamente nel browser.

Bloccato da un problema javascript legato a masonry ho fatto quello che di solito faccio quando un cliente è in difficoltà e non riesco a risolvere un problema: chiedo aiuto professionale assoldando esperti del tema.
E il posto migliore per farlo fino a qualche mese fa era vworker, un posto in cui incontrare sviluppatori di tutto il mondo e in cui è possibile trovare persone competenti e professionali con cui lavorare.

Purtroppo il vecchio vworker è stato recentemente acquisito da freelancer, un suo competitor (più gradevole esteticamente ma meno funzionale, a mio modesto parere), e tra le varie differenze che ci sono ce ne è una che mi è sfuggita: le richieste sono pubbliche, anche per utenti non registrati, e 2000 aggregatori un istante dopo aver inviato la richiesta la propagano sui diversi siti.

Questo comportamento sarebbe anche utile, se non si scrivono nell’articolo indirizzi di test o informazioni seppur temporaneamente riservate.

Ma se, come ho fatto io, inserite una url di test, questa nel giro di pochi giorni verrà propagata a macchia d’olio, generando tra l’altro una serie di link capaci di rafforzare le chiavi di indicizzazione dell’ambiente di test.
E così la società per cui stavo lavorando s’è trovata in seconda posizione della serp il link all’ambiente di test..

Ora, tralasciando il fatto che ha una prima pagina della serp decisamente abbandonata se per raggiungere la seconda posizione basta così poco, indubbiamente ho commesso almeno 2 errori.

Il primo è scrivere pubblicamente un indirizzo di test. il secondo, forse più grave, è nell’averlo fatto senza prima  essermi accertato che l’ambiente di test non fosse indicizzabile dai motori di ricerca.
Sono i ridumenti dello sviluppo, e cadere su una cosa del genere mi mortifica professionalmente.

Per questo faccio altrettanto pubblicamente mea culpa, ricordando a me e a chi legge questo post che per evitare che un ambiente venga indicizzato:

  • Utilizzare il file robots.txt
  • Utilizzare la tag meta “noindex”
  • Non inserire da nessuna parte il link a questo ambiente

devo ripetermelo la notte come un mantra

Per eliminare i tag meno utilizzati da wordpress potete fare direttamente delle query al db, senza bisogno di installare un plugin che servirebbe per una operazione one-shot.

Per farlo avete bisogno:

  • di un accesso al db tramite interfaccia (es: phpmyadmin)
  • oppure di un accesso al server e al db tramite ssh. In questo caso dopo aver fatto login (mysql -u username -p password), e aver selezionato il db in uso (use nomedb) potete eseguire la seguenti query:

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Può essere molto utile in alcuni casi l’attivazione della modalità di debug in WordPress, per mostrare tutti quei warning e quelle notice che normalmente non vediamo a video.(solitamente apache è configurato per mostrare solo gli “error”)

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Il dramma per ogni grafico alle prese con i bordi arrotondati è la compatibilità con i diversi browser.
Diciamolo chiaramente: se dovete “stondeggiare” ed essere sicuri che il risultato sia uniforme sui diversi browser usate da subito un approccio con le immagini.
Inutile sbattere la testa con i tondeggiamenti, per poi rendersi conto di dover gestire delle eccezioni con pesanti javascript o immagini solo per ie7.
Se invece non vi interessa essere conformi a tutti i browser, e dovete usare il tondeggiamento su piccole porzioni del sito, la via css è semplice e simpatica.
Ma, ripeto, scordatevi di Internet Explorer, ancora per qualche annetto almeno.

Questo un sito ad-hoc per reperire le istruzioni css da utilizzare in questo caso:
http://border-radius.com/

Bell’idea, dominio azzeccato, grafica carina per un servizio semplice e utile.

Ho sviluppato il plugin partendo da quello realizzato da Sarah Isaacson e usando l’esempio di widgettizzazione di Justin Tadlock.

Avevo bisogno di un widget di twitter che fosse moltiplicabile, e che mostrasse l’immagine. Continua a leggere »

Per realizzare un redirect automatico in homepage doo aver fatto il login esistono vari plugin.

Dalla versione 2.6.2 è stato aggiunto un apposito filtro, login_redirect,  sfruttato dal peters-login-redirect, ma testato su wpmu non funziona. Continua a leggere »

Quando devo gestire il login in un’area di amministrazione utilizzo mettere i dati in sessione, e, ad ogni pagina, controllo la coerenza dei dati in sessione con quelli del database. Continua a leggere »

Avevo bisogno di un sistema che alla selezione di una regione aggiornasse il menu a tendina della provincia. Cercando in rete ho trovato un pò di cose che ho messo insieme. Continua a leggere »

WordPress è uno strumento fantastico per tutti gli sviluppatori che hanno fin’ora girovagato nei 1000 cms della rete alla ricerca del migliore. Continua a leggere »

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