Lettera aperta a Paolo Marchionne, presidente del terzo municipio

Inviato via mail agli indirizzi email pubblici del Presidente: p.marchionne@gmail.com e riattivailquartiere@gmail.com

Buongiorno presidente,
Le scrivo per segnalarle, in privato e pubblicamente, il degrado che ha raggiunto il parco di piazza Dante Galliani.

Definirlo Parco è sempre stato un azzardo, per dimensioni e quantità di verde, ma potrebbe rappresentare un’area di gioco per i bambini del quartiere, che non hanno grosse alternative (l’area giochi più vicina è il parco “dei Sassi” di via Monte Cervialto, si figuri..)

Il parco avrebbe 3 giochi: una altalena, le cui corde sono state rimosse diversi mesi fa, e mai ripristinate, un legno e uno scivolo arrugginito.

Il resto è immondizia fuori dai secchioni, cicche di sigarette, e odore di cani, che fanno i bisogni ovunque. Di fatto è stato espropriato dai proprietari di cani, che lo utilizzano per far fare i bisogni ai propri animali, e anche quando i più civili (temo la minoranza) raccolgono le feci, l’odore di urina la fa da padrone. E ovviamente quale posto migliore per un cane del fare pipì sulla sabbia, dove nel pomeriggio giocano i bambini?

Eppure basterebbe poco a dare un senso a quell’area, sarebbe sufficiente ripristinare i giochi e recintare un’area da dedicare ai cani.

Avevo in mente di comprare di tasca mia almeno le corde dell’altalena, per regalare ai bimbi uno spazio sociale, ma mi è stato obiettato che se qualcuno si fosse fatto male avrei rischiato una denuncia.

Allora le faccio una proposta: se il comune non ha i soldi per un paio di altalene, questi ce li metto io, faccio finta per un giorno di non versare nelle casse delle amministrazioni pubbliche la metà dei miei guadagni, e contribuisco senza chiedere niente in cambio.

Ma perfavore fate qualcosa, non voglio abituarmi all’idea di vivere in un simile degrado.

PS: non me ne voglia se rendo pubblica questa mia mail, la prenda come un’occasione per dimostrare pubblicamente che la politica, almeno quando interpellata dai cittadini, è in grado di fare qualcosa.

Cordiali Saluti

Marco Buttarini

Come rimuovere le directory svn su ambiente linux

Svn è fantastico, è uno strumento indispensabile per lavorare a più mani sul codice.

Ma bisogna saperlo usare, e usarlo con attenzione.
Questa nota nasce da un errore che non voglio ripetere: volevo portare un intero ramo da un progetto ad un altro, e mi sono limitato a fare una copia (cp -p).

Dopo aver copiato le directory sono entrato dentro una di queste, ho modificato qualche file per adattarlo al nuovo ambiente, e ho committato le modifiche.

Ma, errore degli errori, il commit è avvenuto nel ramo di provenienza, e non sulla destinazione. Avreo dovuto cancellare tutti i riferimento all’svn di origine, e aggiungere i file al nuovo repository.

Questa la premessa per giustificare questa riga di shell. Banale ma utile:

find . -name ".svn" -exec rm -rf {} \;

Come eliminare lo style inline dalla caption wordpress

WordPress inserisce automaticamente uno style sull’html utilizzato per la caption.

Comportamento anomalo, e poco pulito, che può essere rimosso utilizzando il filtro img_caption_shortcode

<?php

// Override img caption shortcode to fix 10px issue.
add_filter(‘img_caption_shortcode’, ‘fix_img_caption_shortcode’, 10, 3);

function fix_img_caption_shortcode($val, $attr, $content = null) {
extract(shortcode_atts(array(
‘id’    => ”,
‘align’ => ”,
‘width’ => ”,
‘caption’ => ”
), $attr));

if ( 1 > (int) $width || empty($caption) ) return $val;

return ‘<div id=”‘ . $id . ‘” class=”wp-caption ‘ . esc_attr($align) . ‘” >’ . do_shortcode( $content ) . ‘<p class=”wp-caption-text”>’ . $caption . ‘</p></div>’;
}
?>

 

Errori da principiante e l’importanza del noindex

Sono diversi anni che lavoro nello sviluppo di siti web, con realtà anche molto importanti della comunicazione, e solitamente sono molto attento a tutte le problematiche legate allo sviluppo, alle performance, alle ottimizzazioni e alla questione sicurezza.
Ma anche chi fa questo lavoro da anni può commettere degli imperdonabili errori, ed è capitato ultimamente anche a me.

Lavorando ad un progetto drupal come committente di secondo livello per una importante realtà tessile, avevo accesso ad un’area di test, nel quale rilasciare le diverse versioni prima del rilascio finale in produzione.
Si tratta di un server non protetto da password, ma il cui indirizzo è raggiungibile da chi lo conosce e lo digita direttamente nel browser.

Bloccato da un problema javascript legato a masonry ho fatto quello che di solito faccio quando un cliente è in difficoltà e non riesco a risolvere un problema: chiedo aiuto professionale assoldando esperti del tema.
E il posto migliore per farlo fino a qualche mese fa era vworker, un posto in cui incontrare sviluppatori di tutto il mondo e in cui è possibile trovare persone competenti e professionali con cui lavorare.

Purtroppo il vecchio vworker è stato recentemente acquisito da freelancer, un suo competitor (più gradevole esteticamente ma meno funzionale, a mio modesto parere), e tra le varie differenze che ci sono ce ne è una che mi è sfuggita: le richieste sono pubbliche, anche per utenti non registrati, e 2000 aggregatori un istante dopo aver inviato la richiesta la propagano sui diversi siti.

Questo comportamento sarebbe anche utile, se non si scrivono nell’articolo indirizzi di test o informazioni seppur temporaneamente riservate.

Ma se, come ho fatto io, inserite una url di test, questa nel giro di pochi giorni verrà propagata a macchia d’olio, generando tra l’altro una serie di link capaci di rafforzare le chiavi di indicizzazione dell’ambiente di test.
E così la società per cui stavo lavorando s’è trovata in seconda posizione della serp il link all’ambiente di test..

Ora, tralasciando il fatto che ha una prima pagina della serp decisamente abbandonata se per raggiungere la seconda posizione basta così poco, indubbiamente ho commesso almeno 2 errori.

Il primo è scrivere pubblicamente un indirizzo di test. il secondo, forse più grave, è nell’averlo fatto senza prima  essermi accertato che l’ambiente di test non fosse indicizzabile dai motori di ricerca.
Sono i ridumenti dello sviluppo, e cadere su una cosa del genere mi mortifica professionalmente.

Per questo faccio altrettanto pubblicamente mea culpa, ricordando a me e a chi legge questo post che per evitare che un ambiente venga indicizzato:

  • Utilizzare il file robots.txt
  • Utilizzare la tag meta “noindex”
  • Non inserire da nessuna parte il link a questo ambiente

devo ripetermelo la notte come un mantra

WordPress tips: come recuperare il file del tema utilizzato in pagina

Per recuperare il file del tema utilizzato da wordpress basta inserire questa funzione nel file functions.php:

<?php
// this can live in /themes/mytheme/functions.php, or maybe as a dev plugin?
function get_template_name () {
	foreach ( debug_backtrace() as $called_file ) {
		foreach ( $called_file as $index ) {
			if ( !is_array($index[0]) AND strstr($index[0],'/themes/') AND !strstr($index[0],'footer.php') ) {
				$template_file = $index[0] ;
			}
		}
	}
	$template_contents = file_get_contents($template_file) ;
	preg_match_all("(Template Name:(.*)n)siU",$template_contents,$template_name);
	$template_name = trim($template_name[1][0]);
	if ( !$template_name ) { $template_name = '(default)' ; }
	$template_file = array_pop(explode('/themes/', basename($template_file)));
	return $template_file . ' > '. $template_name ;
}
?>

e chiamarla in header.php (chiamato da tutti i file) in questo modo:

<? echo get_template_part(); ?>